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arrabbiature

All'inizio della mia vita lavorativa io dovevo andare a lavorare in bicicletta o con i mezzi perche' l'auto di famiglia, giustamente, la usava mamma.
Quindi ai colloqui lavorativi partivo gia' svantaggiata perche' requisito gradito era possedere un auto.
E i posti di lavoro che potevo scegliermi erano solo quelli che con bici o mezzi potevo arrivarci.
Quindi con i miei primi soldi messi da parte ecco che mi compro un auto usata.
Pensando "ora si che si comincia a lavorare, che bello non arrivero' piu' bagnata al lavoro quando ci sono i temporali, o non devo aspettare che un bus si decida a passare..."

Ora lavora anche mia sorella, va al lavoro in auto perche' usa quella di mia mamma perche' tanto ora non le serve piu' . A mio avviso e' gia' molto fortunata.
Ma a volte capita che l'auto serve a mia mamma e a volte capita che mia sorella la incidenta e bisogna portarla dal meccanico. (Nelle costatazioni amichevoli ha sempre ragione ma non ho capito come mai e' sempre lei che si ritrova coinvolta)

A questo punto arriva il bello...
...l'unica auto che rimane e' la mia, ovviamente arriva la richiesta di mia sorella perche' gliela presti, niente valgono le mie proteste sul fatto che l'auto serve a me che devo andare al lavoro"

interviene sempre mia mamma dicendomi "poverina, lei deve andare a lavorare"
(e io invece...)
"fatto sta che devono avere sempre ragione loro, perche' loro conoscono il mio intinerario e al mio posto di lavoro attuale ci si arriva anche con i mezzi, ci si arriva due ore dopo ma ci si arriva"

"invece povera mia sorella lavora in posti lontani e i mezzi non esistono"
(se io fossi stata in quella situazione qualche anno fa molto probabilmente avrei telefonato al lavoro dicendo che non potevo venire a lavorare, molto probabilmente avvicinandomi ad un bel licenziamento)

(e se lavorassi anch'io in un posto sperduto come si metterebbe la facenda?)

povera la mia sorellina allora gli presto l'auto con l'accordo almeno che mi porta in stazione e che mi venga a riprendere. (mi sembra corretto)

bene gia' l'altro giorno mi porta in stazione, al pomeriggio chiamo casa per dirle che sto arrivando e mi risponde che lei si trova sul divano e che non si vuole muovere...
(non mi e' sembrato molto gentile da parte sua)

Capisco la difficoltà di trovare un lavoro e quindi ti do una mano nel mantenertelo,
ma che sono io quella che ci rimette non mi va

Pubblicato il 1/4/2008 alle 11.25 nella rubrica Diario.

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