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i miei pensieri


Diario


20 luglio 2010

abruzzo

Siamo partiti alle due di notte e avrò dormito un ora in tutto il viaggio per tenere sveglio l'autista.
arrivando a monticchio, a prima vista e anche alla seconda, il paesaggio non è per niente mutato.
le case sono li mezze distrutte, tutte puntellate.
Ai residenti è proibito entrare ed è anche proibito risistemare.
Non si parla di minimamente di ricostruzione.
Il nostro punto di ritrovo è "il bar di Gianburrasca" che, riaprendo, è diventato il punto vitale del paese.
Li abbiamo incontrato alcuni dei nostri amici "sfollati" tra cui i proprietari del bar che ci hanno invitato ad un mega pranzo.
Abbiamo continuato il giro andando a controllare il campo ormai vuoto, è rimasto solo una casetta di legno che faceva da chiesetta.
siamo passati davanti a dove ci stava la casa di Assunta ora un prato, abbiamo salutato gli amici della casa di fianco con qualche crepa ma nel complesso dichiarata casa abitale e quindi sono tornati li.
Chiedendo qua e la riusciamo a farci un'idea di dove trovare le persone che conosciamo.
Una ragazza che avevo conosciuto, non l'abbiamo potuta incontrare perchè probabilmente sta negli alberghi sulla costa, girava con le stampelle perchè aveva una gamba rotta, è dovuta saltare dalla finestra perchè la porta era bloccata ed è stata salvata dal cane che quella notte era agitato e continuava ad abbaiare.
Siamo andati ad Onna anche li la situazione non è cambiata, hanno buttato giù le case più "spettacolari", quella che facevano vedere sempre in televisione nei telegiornali, perchè spaccata nettamente in due... nella stessa casa chi stava di qua è sopravvisuto, chi stava di la no... mentre eravamo li a riposarci su una panchina dopo una 20 di ore che non dormivamo, è passato un pullman turistico che ci avrà indicato come gli sfollati che non hanno ancora ricevuto una casa :-) ma dai ora Onna "centro turistico"?
Di qua vedete il colosseo, di la una casa distrutta dal terremoto... che squallido...
Alcuni, come la famiglia del piccolo Simone, la mascotte del campo, il suo battesimo è stato fatto li. Ora ha un anno e mezzo abita nelle cosidette MAP (moduli abitativi provvisori) o la P è di Permanenti?!
Si può dire che sono dei Bungalow su due piani fatti di cartongesso, siamo andati a trovarli ed erano alle prese con la fogna,
i problemi non sono cambiati, al campo c'era questo problema ed ora hanno ancora questo problema, ogni giorno deve passare il camion che le svuota... basta poco per constatare che hanno fatto le fogne troppo piccole rispetto a quello che serve.
Ci hanno accolto calorosamente, in due sensi, in queste case fa un caldo assurdo d'estate, e d'inverno non servono i caloriferi.
Ci hanno invitato a cena, abbiamo fatto una grande tavolata con tutti i parenti e i vicini, li la compagnia non manca.
Erano stati al mare e avevano pesce a non finire, cozze, gamberetti, pesciolini...
...(non ho mai mangiato così tanto pesce, diciamo che di solito cerco di non mangiarlo proprio...ma ho scoperto che è buono)
Bello sentire le loro storie, come se la passano, cosa ne pensano...
Ci sono le case di "serie A" quelle fatte da Berlusconi per chi ha completamente perso la casa e quelle di "serie B" fatte per sistemare tutti quelli che Berlusconi ha dimenticato di dare una casa cioè quelli che hanno le case ancora in piedi ma nella quale proibiscono di entrare perchè pericoloso.
Per le case di serie A hanno speso il triplo per costruirle, e non ne hanno potuto costruire tante, visto i costi eccessivi, tralasciando quanto sia inutile costruire una casa antisismica alla 3 potenza, anche le case di serie B per come sono fatte reggono ad un terremoto. Tralasciando che le case A avendole fatte non esattamente nel centro del paese ora si devono costruire strade, nuove fermate del pullman...
Nelle case "di Berlusconi" hanno messo dei pilastri pagati non si sa il perchè il doppio del costo reale.
C'è stato uno spreco di soldi pauroso, agli sfollati viene dato un sussidio, ci sono famiglie che percepiscono due sussidi perchè il loro nome è scritto due volte negli elenchi?...perchè?
Finalmente dopo 30 ore che eravamo svegli  e 3 caffè nelle vene siamo andati al nostro hotel "alla posta" funzionante a metà perchè l'altra metà di camere non ci sono più.
Però avevamo una bella camera con 4 letti due giù e due sul soppalco, quello sul soppalco era il mio.
Alla mattina dopo, durante la colazione ci chiedono se abbiamo sentito il terremoto delle 4 del mattino.
No, dormivamo di brutto cmq loro sono sensibilissimi ad ogni scossa.
Poi siamo andati all'Aquila perchè nel frattempo siamo riusciti a contattare Assunta e lei ora abita li vicino, lei è un insegnante, gli abbiamo anche portato un lettore dvd per la scuola.
Abbiamo mangiato da lei, sempre tutti molto ospitali, che per "ripagarli" dovremmo fare un'altra settimana di servizio al campo :-)
E abbiamo visto l'Aquila o meglio si può visitare solo la via principale con qualche negozio, principalmente bar e ristoranti riaperti.
è tutto puntellato, pieno di transenne sulla quale gli Aquilani esprimono i loro malumori, molte carte contro il TG1 ed Emilio Fede.
Su un cartello stradale hanno modificato la scritta anzichè "edificio pericolante", "governo pericolante"...
anche qui pieno di turisti anche stranieri.
Poi un giro di saluti ancora a tutti e poi siamo ripartiti.
I contatti continueranno e stanno già organizzando la prossima visita chissà.
Veramente hanno "dato" più loro che noi, sia quando ero al campo, sia in questi due giorni.
La loro tenacia a non abbattersi, nonostante tutto, il teatrino di Berlusconi sta per finire, i riflettori si spegneranno
e dell'Aquila non si saprà più nulla.
Il terremoto insegna...




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30 maggio 2010

sto entrando raramente

ragazzi ho fatto un sabato sera fantastico
beh sarei dovuto andare a Monaco
ma per vari motivi non ho potuto andare
e non ci ripenso se no mi rincavolo.

Così per consolarmi sono andata al concerto dei Nomadi.
concerto fantastico come sempre.




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10 aprile 2010

buona pasqua... in ritardo

TRIDUO PASQUALE

 
Il legno e i chiodi,
strumenti del tuo lavoro
ora ti innalzano sul tuo trono.
 
Uomo sulla croce
Soffri più di me?
 
Hai gridato,
il sole si è taciuto,
le tenebre ci avvolgono.
 
Un lenzuolo ti avvolge.
Sigillato in un abbandonato sepolcro
 
La luce nuova rischiara,
riconosco i rintocchi di campana
È Pasqua,
l’Emmanuel è risorto
Dio con noi,
non son più sola.




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10 aprile 2010

sono tornata

ragazzi sono riusciuta a tornare

ho avuto qualche problema di memoria sulle mie password

le ho provate tutte e l'ho trovata




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12 febbraio 2009

oggi è il mio compleanno

 Se sei commosso fino alle lacrime davanti ad una sofferenza,

se senti il tuo cuore battere forte forte, in presenza di una data persona,

questo non è amore, ma sensibilità.

Se ti sei lasciato prendere dalla sua forza suadente o dal suo fascino,

se sedotto, "ti abbandoni" non è amore, ma cedimento.

Se, sconvolto, vai in estasi per la sua bellezza e la contempli per gioirne,

se trovi il suo spirito interessante e cerchi il piacere della sua conversazione,

non è amore ma ammirazione.

Se, con tutte le forze, desideri ottenere uno sguardo, una carezza, un bacio,

se sei pronto a tutto per tenerla fra le braccia e possedere il suo corpo,

non è amore, ma desiderio violento nato dalla tua sensualità.

Amare non è essere commosso da un altro,

avere dell'affetto sensibile per un altro,

abbandonarsi ad un altro,

ammirare un altro,

desiderare un altro,

voler possedere un altro.

Amare, è essenzialmente donarsi ad un altro e agli altri.

  Michel Quoist.




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9 febbraio 2009

è finita!!!

ciao testone,
ahia mi fa male il braccio e non solo quello...
Io ci credevo tanto in questa storia che ora posso solo chiamare "bella esperienza".
E essendo stata la mia prima bella esperienza tu avevi il "dovere" di impegnarti in questa
storia.
Invece hai dato la ragione agli altri, tutti sapevano già come sarebbe
finita, tranne io che ero accecata d'amore.
"E' un uomo di 41 anni immaturo..."

Signore...scusa ragazzo "non mi impegno in nulla per non complicare la mia vita"
Ringrazia tua sorella che stai vivendo nella bambagia...
...dagli eventi tragici della vita si cresce e tu non l'hai fatto!
questa, amico mio, si chiama "sindrome di Peter Pan" sei un uomo eternamente bambino.
Se hai voglia e ti piace vivere la tua vita così nessuno può vietartelo.
Ma ricordatelo tutte le tue storie d'amore, sempre se ne avrai qualcuna, finiranno così.
(e perchè parli di figli tuoi obbedienti futuri se non ne avrai mai?!)
Anche se tu puoi giudicare me una bambina (e forse è per questo che non ti interesso)
io a differenza tua ho qualche anno in meno e più speranze di te di crescere.
Mi fermo qui.
amichevolmente




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4 febbraio 2009

meraviglioso

 Sai io se fossi al tuo posto davvero non sarei stata così sincera...
...da te tutto mi aspettavo (anzi nulla) ma non una lezione sulla morale...
...forse sei più sensibile di me su certe cose.
Pazzesco un uomo che si preoccupa di non illudermi
ma non di farmi soffrire come sto soffrendo ora.
E meno male che prima mi amavi ed ora mi dici che mi vuoi bene...
...se mi odiavi? Che "punizione" maggiore può esserci?
Che cosa ti ho fatto di male perchè tu devi farne a me?

5 mesi non sono i tuoi 10 anni ma credimi per me valgono tanto.
Una storia tra noi c'è stata non posso e non puoi fare finta di niente.
O dirmi "scusami mi sono sbagliato, non volevo"
Sai che c'è di te ammiro anche la tua determinazione a dirmi "no" se non
fosse
che il "no" lo dici a me.
Lo so ti sembro pazza, questo forse è l'effetto che tu fai su di me :-)
Che devo fare per farti tornare?
piangere in cinese? beh l'ho già fatto e se ti scrivo sul muro: "amo e sempre
ti amo"? :-)
Testone che non sei altro la vita è più bella in due.
Visto che ti piace tanto la benzina.
Tu sei la benzina della mia vita, l'auto senza non va.
Tuo Francobollo



io sto andando avanti ad ascoltare sempre e solo una canzone...
posso cantartela?....

Credetemi è accaduto
di notte su di un ponte
guardando l’acqua scura
con la dannata voglia
di fare un tuffo giù
D’un tratto qualcuno alle mie spalle
forse un angelo
vestito da passante
mi portò via dicendomi
Così...
Meraviglioso
ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia
meraviglioso
Meraviglioso
perfino il tuo dolore
potrà guarire poi
meraviglioso
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare eh!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita...
l’amore...
Meraviglioso
IL BENE DI UNA DONNA
CHE AMA SOLO TE
MERAVIGLIOSO....




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30 gennaio 2009

chissà se servirà per farlo tornare...

 “Ti voglio tanto bene ma non ti amo più, non è colpa tua, se vuoi restiamo
amici…”

Lasciata tra una pubblicità e l’altra di Dottor House…
Amò è la stessa frase che hanno usato i nostri amici quando si sono lasciati?
Merito di essere lasciata con questa frase copiata?
Pensi di noi quello che pensavi di loro: “che non c’è storia!”?
Io non ti credo, non ripararti dietro ad una frase se non capisci davvero i
tuoi sentimenti, addossandoti le colpe per non avere i sensi di colpa sperando
che la frase sia quella che crea meno dolore, (ed io passo tutto il tempo a
scervellarmi chiedendomi ma realmente cosa è accaduto?)
La tua è paura! paura dei legami?, paura delle responsabilità? paura di
soffrire?
Tu soffrirai ed io sto già soffrendo, rimpiangeremo i momenti felici, che
abbiamo e potevano passare insieme:
Le chiacchierate, le nostre fantasie su casa nostra, le serate, i tuoi baci,
la mia prima volta e anche la seconda e…, le cene a casa tua e c’è ancora una
cena che ti aspetta a casa mia.

Tu mi fai soffrire ma non riuscirai a farmi smettere di amarti,
te l’avevo già detto: “io non mi stancherò di te”, tu sei speciale, il mio
tesoro e non tornerò povera!
L’amore può venire meno sono i legami che rimangono.
Amo resta, lasciamo al futuro “le sofferenze”.

Di questo sono certa quando si ama si soffre, è così!
Ma ben venga una sofferenza per amore.
Il presente è tutto nostro, il futuro è mistero.
Il mio cuore ti appartiene, tu me l’hai chiesto ed io te l’ho dato.
Fidandomi ciecamente delle tue mani perché so che mi vuoi bene, non buttarlo
sulle ortiche.

Un bacio sincero
ti amo




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26 gennaio 2009

non ci posso credere

ciao Amo,
ho sognato che mi dicevi che non mi amavi più
ma mentre mi lasciavi mi ha detto le parole più carine che potessi dirmi:
che eri innamorato di me, e che mi pensavi tanto...

Quasi quasi allora noi due bisogna lasciarci spesso...

Mi sono svegliata con i lucciconi agli occhi, non era un sogno....
...per quanto mi riguarda ricordati.."Io ti amo ancora"

Ho promesso di non farne una tragedia
bacio sulla guancia
Francobollo




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8 settembre 2008

non importa

So di essermi buttata in una storia "più grande" di me.
non mi importa sapere quanto più grande tu sia di me
ma non facciamo finta di essere coetanei.
Quello che è importante è sapere se noi due vogliamo le stesse cose.

raga sono innamorata persa ma cerco anche di mantenere i piedi per terra.
Avevo dimenticato quanto il mondo può risultare più colorato visto dalle nuvolette.

Purtroppo e (hanno anche ragione) i miei amici stanno cercando di farmi scendere.

"non puoi metterti con uno che può essere tuo padre"

Psicologicamente parlando si può trattare di carenza di affetto della figura paterna...
....è sbagliato cercare nel proprio fidanzato un padre?




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30 luglio 2008

SANTA MARIA DELL’EQUILIBRIO

 «Alma Aequilibrii Mater»

 

Vergine Madre di Dio e degli uomini Maria,
noi ti chiediamo il dono dell’equilibrio cristiano,
tanto necessario alla Chiesa e al mondo di oggi.
Liberaci dal male e dalle nostre meschinità;
salvaci dai compromessi e dai conformismi;
tienici lontano dai miti e dalle illusioni, dallo scoraggiamento e dall’orgoglio, dalla timidezza e dalla sufficienza, dall’ignoranza e dalla presunzione, dall’errore, dalla durezza del cuore.
Donaci la tenacia nello sforzo, la calma nella sconfitta, il coraggio per ricominciare, l’umiltà nel successo.

 Apri i nostri cuori alla santità!
Donaci una perfetta semplicità, un cuore puro, l’amore alla verità e all’essenziale, la forza d’impegnarci senza calcolo alcuno, la lealtà di conoscere i nostri limiti e di rispettarli.
Accordaci la grazia di sapere accogliere e vivere la Parola di Dio.
Accordaci il dono della preghiera.

Apri i nostri cuori a Dio!
Noi ti chiediamo l’amore alla Chiesa, cosí come tuo Figlio l’ha voluta, per partecipare in essa e con essa, in fraterna comunione con tutti i membri dei Popolo di Dio - gerarchia e fedeli - alla salvezza degli uomini nostri fratelli.
Infondici per gli uomini comprensione e rispetto, misericordia e amore.
Apri il nostro cuore agli altri!
Mantienici nell’impegno di vivere e di accrescere questo equilibrio, che è fede e speranza, sapienza e rettitudine, spirito di iniziativa e prudenza, apertura e interiorità, dono totale, amore. Santa Maria, noi ci affidiamo alla tua tenerezza. Amen.

 




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17 luglio 2008

una fiaba...

 

C’era una volta una bambina di nome Sara.

Sara era rinchiusa in un castello, ma nessuno le aveva mai detto come mai era lì, cosi pensò di essere la principessa di quel castello.

Ogni tanto poteva guardare fuori dalla finestra e vedeva dei bambini che giocavano all’elastico o a palla....

Avrebbe desiderato unirsi ai loro giochi ma, la furba bambina, visto che non poteva uscire dal castello diceva tra sé (se no a chi altri?) “Questi giochi sono pericolosi, non mi piacciono, sono giochi stupidi e non adatti ad una principessina come me!”

Detto questo si allontanò dalla finestra e fantasticava: “Io sono una principessa allora aspetterò il principe azzurro che mi libererà”.

Nell’attesa del principe Sara giocava con i suoi amici ragni del quale il castello ne era pieno e questi tessevano la loro ragnatela dappertutto e alla bambina piacevano perchè sembravano le calde coperte ricamate della nonna.

Con il passare del tempo, le ragnatele coprirono anche le finestre e Sara si dimenticò della loro esistenza e del mondo dietro ad esse.

Come si scurirono le stanze del castello, si scurirono anche i suoi pensieri: “forse se il principe non è ancora arrivato è perchè non sono una principessa e questo castello è la mia prigione. Allora sono una colpevole, rinchiusa perchè colpevole”, di che cosa esattamente alla bambina sfuggiva, ma il verdetto da lei era stato espresso:

“C – O – L – P - E – V – O – L - E”, avere un perché, per la bambina, era molto più importante di una sentenza.

Sulla vita in un castello al buio c’è poco da sostenere che Sara viveva felicemente anche perchè tra i suoi amici ragni alcuni molto “amici” non erano: quando si avvicinavano la pungevano e le iniettavano il loro veleno.

Sara ad ogni buon conto non moriva e ne era diventata immune.

Un bel giorno o notte, la bambina non ne aveva cognizione, nonostante tutto, un raggio di luce riuscì a penetrare da una fitta ragnatela e schiarire così un po’ la stanza.

Sara non ne serbava più ricordo ed esitante si avvicinò per toccarlo, ma con stupore si accorse che non poté afferrarlo perché non aveva un corpo.

Nel compiere questo gesto però osservò che il suo braccio, rischiarato dalla luce, si tinse di un rosa pallido e avvertì che si stava scaldando, ebbe un po’ di paura e pensò “Mi farà del male?” si rammentava che anche quando i ragni cattivi la pungevano, e il veleno si spandeva per il corpo, lei sentiva calore.

Ma la curiosità prevalse sopra a tutte le paure e seguì il fascio di luce che la portò dritta ad una finestra.

I suoi pensieri cominciarono ad illuminarsi, si emozionò e ricordò da quanto tempo non vedeva più un raggio di luce o ancora di più il sole.

Con tanta fatica e sforzo riuscì a liberare la finestra dalle spesse ragnatele.

Rivide il sole e sul prato non c’erano solo dei bambini, ma delle famiglie e dei giovani.

Tutti stavano danzando in cerchi e felici cantavano una bella canzone, non capiva le parole, si accorse allora che il buio le aveva attutito anche i suoni che ora con la luce lei poteva sentire.

Le venne voglia anche a lei di inserirsi nel cerchio ma era ancora imprigionata nel castello.

Guardando i giovani ripensò al suo principe azzurro, ma ahimé nessuno di loro era azzurro.

Sara si ricordò che in un angolo c’era una porta e la trovò, però lei si ricordava che la maniglia era molto in alto e per questo non ci arrivava, ma ora riusciva a toccarla e pensò: “che la maniglia si fosse abbassata?” lasciando le riflessioni a dopo, Sara afferrò la maniglia e la porta si aprì.

Nessun principe venne a salvarla e nessun miracolo aprì la porta del castello, o forse si, un miracolo si era compiuto: il miracolo della vita, il miracolo della crescita.

Così la bambina pardon, la ragazza uscì e poté anche lei unirsi nel cerchio formato dalle famiglie e dai giovani.




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27 giugno 2008

piccoletto

è infelice constatare quanto sono piccole certe persone...
quanto delle persone a te care hanno ancora tanta ma tanta strada davanti.
E il constatare che tu non puoi camminare per loro,
devono essere loro a farlo,
tu puoi forse spronarlo a farlo ma se si interstardiscono che loro stanno già camminando
ma non si accorgono che stanno solo facendo un grosso cerchio.
E' inutile ogni richiamo, è vano ogni aiuto.

Quando si accorgeranno di non procedere, io sarò qui ad aspettarli e per l'ennesima volta indicargli la strada, sarà la volta buona che la seguono?

e' inutile arrabbiarsi, niente rancori quello che serve è solo la pazienza.
e sperare che prima o poi usciranno dal loro egocentrismo.




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20 giugno 2008

in attesa di una identità

 C’era una volta un uomo che viveva presso uno stagno e una notte sentì un gran rumore, e sentendo questo rumore uscì di casa nel buio. Che cosa era successo? Lo stagno si era aperto rompendosi in un argine da cui uscivano acqua e pesci, e quest’uomo correndo nel buio e calpestando il terreno bagnato, (andava un po’ alla cieca nel buio della notte), passò parecchio tempo a riparare questa falla negli argini dello stagno andando appunto avanti e indietro. Poi, finalmente, fatto il suo lavoro se ne andò a dormire. L’indomani mattina, affacciandosi alla finestra, vide che i suoi passi sul terreno avevano disegnato la figura di una cicogna;




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3 maggio 2008

oggi funerali

Non posso che fare dei parallelismi…

un ragazzo di 20 che si toglie la vita alla sua alba.

Mia zia, una vita vissuta a metà, decide che a conti fatti non vale la pena di viverne il resto.

Non entri nel vostro cuore il veleno del senso di colpa,
non hanno saputo chiedere aiuto e non possiamo sostituirci alla persona sofferente.

Non entri nel vostro cuore il veleno della rabbia,
erano persone deboli, possiamo forse biasimarli ma non criticarli.

A volte si perde il senso della vita, si perde la speranza e qualcuno pensa di aver trovato delle scorciatoie e le mette in pratica…




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30 aprile 2008

tentato suicidio

un ragazzo, di un paese vicino al mio, si e' impiccato in casa.
I genitori erano andati a fare la spesa ed ha aspettato che suo
fratello uscisse per andare a cena a casa di amici.
L'hanno ritrovato i genitori quando sono tornati a casa, era passato
all'incirca un quarto d'ora.
Il ragazzo ora e' all'ospedale, il cuore va da solo, ma e' cerebralmente morto.
Io non lo conosco ma alcuni miei amici si, e sono andati a Colonia insieme con lui.
Motivo forse non si saprà mai.
si sa solo che la sua fidanzata l'ha lasciato una settimana
prima del suicidio.
Potete immaginarvi di come possa stare la ragazza (sensi di colpa anche se non
e' giusto che c'e' li abbia)
E i suoi amici hanno raccontato che i giorni prima in chat come
nickname aveva "ho voglia di chiudere gli occhi" e all'ultimo giorno
"ciao a tutti".
Sono tutti molto scossi.
Ed ora tante domande anche sul fatto clinico.
Ma si puo' dichiarare morto o no?
ed e' giusto lasciarlo magari in coma?
I dottori dicono che la sua e' una vita vegetativa.

Ma come si fa a 20 anni a non avere piu' speranza? Dove ci sta
portando il mondo?
ed e' vero che la Chiesa reputa il suicidio un peccato?

Signore Gesu' porta in cielo tutte le anime specialmente quelle piu'
bisognose della tua misericordia.




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29 aprile 2008

6 cose che mi fanno sorridere

il sole
l'amicizia
i viaggi
una cioccolata
un sorriso
una chiacchierata




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1 aprile 2008

arrabbiature

All'inizio della mia vita lavorativa io dovevo andare a lavorare in bicicletta o con i mezzi perche' l'auto di famiglia, giustamente, la usava mamma.
Quindi ai colloqui lavorativi partivo gia' svantaggiata perche' requisito gradito era possedere un auto.
E i posti di lavoro che potevo scegliermi erano solo quelli che con bici o mezzi potevo arrivarci.
Quindi con i miei primi soldi messi da parte ecco che mi compro un auto usata.
Pensando "ora si che si comincia a lavorare, che bello non arrivero' piu' bagnata al lavoro quando ci sono i temporali, o non devo aspettare che un bus si decida a passare..."

Ora lavora anche mia sorella, va al lavoro in auto perche' usa quella di mia mamma perche' tanto ora non le serve piu' . A mio avviso e' gia' molto fortunata.
Ma a volte capita che l'auto serve a mia mamma e a volte capita che mia sorella la incidenta e bisogna portarla dal meccanico. (Nelle costatazioni amichevoli ha sempre ragione ma non ho capito come mai e' sempre lei che si ritrova coinvolta)

A questo punto arriva il bello...
...l'unica auto che rimane e' la mia, ovviamente arriva la richiesta di mia sorella perche' gliela presti, niente valgono le mie proteste sul fatto che l'auto serve a me che devo andare al lavoro"

interviene sempre mia mamma dicendomi "poverina, lei deve andare a lavorare"
(e io invece...)
"fatto sta che devono avere sempre ragione loro, perche' loro conoscono il mio intinerario e al mio posto di lavoro attuale ci si arriva anche con i mezzi, ci si arriva due ore dopo ma ci si arriva"

"invece povera mia sorella lavora in posti lontani e i mezzi non esistono"
(se io fossi stata in quella situazione qualche anno fa molto probabilmente avrei telefonato al lavoro dicendo che non potevo venire a lavorare, molto probabilmente avvicinandomi ad un bel licenziamento)

(e se lavorassi anch'io in un posto sperduto come si metterebbe la facenda?)

povera la mia sorellina allora gli presto l'auto con l'accordo almeno che mi porta in stazione e che mi venga a riprendere. (mi sembra corretto)

bene gia' l'altro giorno mi porta in stazione, al pomeriggio chiamo casa per dirle che sto arrivando e mi risponde che lei si trova sul divano e che non si vuole muovere...
(non mi e' sembrato molto gentile da parte sua)

Capisco la difficoltà di trovare un lavoro e quindi ti do una mano nel mantenertelo,
ma che sono io quella che ci rimette non mi va




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26 marzo 2008

considerazioni

 Cari lettori, (sperando di averne almeno uno)
Sono una ragazza, ho 27 anni e vivo ancora con mia mamma e le mie sorelle.
Forse gli italiani che leggono non ci troveranno nulla di strano in
questa frase, molti mi diranno "beh, anch'io".
Ho avuto "la fortuna" di vivere qualche mese all'estero, piu'
precisamente a Monaco di Baviera, Germania dove ho potuto costatare
che i giovani non sono a carico delle famiglie ma dello Stato, che a
18 anni, se lo vogliono, (e anche prima) possono prendere e andare a
vivere in un'altra citta' per studiare, lo Stato offre a loro una
specie di borsa di studio, un prestito agevolato, a volte a fondo
perso, con la quale i ragazzi possono pagarsi l'universita', il vitto
e l'alloggio.
Per me sono scenari futuristici, in Italia niente di tutto questo, ed
ora che siamo sotto campagna elettorale mi sento presa in giro da un
"politico" che per risolvere il problema del precariato mi dice di
sposare un miliardario e dagli altri c'e' poco di piu' da aspettarsi
visto che il loro problema e' alzare le pensioni, nulla in contrario
che chi ha lavorato una vita abbia una degna pensione, ma si tratta di
una lotta tra poveri, il pezzo di pane e' uno se i politici "pensano"
ai pensionati, per un semplice fatto che in Italia e' la fetta forse
piu' grossa che vota, ai precari che rimane?
Io sono certa solo di una cosa: alla pensione io non ci arrivero' mai.
Mi ricordo mio padre quando io avevo 14 anni mi diceva: "io alla tua
eta' gia lavoravo" ora gli risponderei "beato te, io iniziero' a
lavorare quando tu ancora giovane sei andato in pensione, (peccato per
il tumore che gli ha stroncato la vita e non se la puo godere)".
Io ho un mezzo lavoro e chiamarlo lavoro e' un insulto: e' un insulto
che mi prendo tutte le volte che spiego agli altri che lavoro faccio,
e' un insulto tutte le volte che mi prendo quando torno a casa dal
"lavoro". "ehi ragazza disutile vieni qui e aiutami con questo…"
questa la "voce sincera" (sarcastica?) di mia mamma e come darle
torto, mi piacerebbe dirle "non ti preoccupare piu' per i soldi, ci
sono io" peccato che sia il contrario che per me e' inimmaginabile
pensare ad affittarmi una casa e che a 27 anni dipendo ancora da mia
mamma.
Ai tempi di mia mamma, a 20 anni, non era strano per una ragazza
sposarsi e mettere su famiglia, anche solo pensarci e' un lusso che io
non posso permettermi.
"Bene, se non puoi andartene via di casa rimani li qual'e' il problema?
Hai una famiglia che ti vuole bene, rimani li."
La famiglia diventa un ricettacolo di tutti i malumori che si
respirano nell'aria.
Ogni giorno viene inscenato in ordine cronologico "il bollettino di guerra":
Tu non hai un lavoro decente, tua sorella oggi si e' fatta male,
finendo con un tuo padre e tua zia sono morti..
"Allora cambia lavoro…e ricordati "bisogna sapersi vendere, bisogna
arrivare al colloqui belli carichi, motivati, con un sorriso
smagliante"
…ma chi lo dice, ha una minima idea di cosa significhi cambiare lavoro
o meglio cercarlo?
In questo campo io mi sento vecchia, gia' mi vedo a dire ai miei
nipotini: "ai miei tempi si cambiava piu lavori che vestiti".
 Io al colloquio mi sento solo DEmotivata, (il solito call center...
ti paghiamo quando vogliamo...)DEmoralizzata (le ricerche durano, se
ti va bene 6 mesi, e ne lavori 3, perche' i contratti sono tutti a
tempo DEterminato), e se qualcuno vuole aggiungerci qualche altra
parola che inizia con DE… faccia pure.
Si anche quello, ti senti sempre cosi' DE…ficiente quando sempre con
il tuo sorriso smagliante esci dal colloquio con la classifica frase
"ti faremo sapere" e sei anche li che per un minuto speri che succeda,
 ma sei proprio DE...mente se lo pensi sul serio.
Ed ecco che arriva la DEpressione sempre con DE inizia.
Comincio con le domande "ma che c'e' di sbagliato in me? Perche' non
mi hanno preso?
Comincio a riflettere che sono solo uno straccio ecc...
Io non riesco piu a sostenere un colloquio che uno, non ci riesco piu
a sentirmi rispondere no. Per ogni colloquio andato male (sempre)
avrei bisogno di un ciclo di psicoterapie.
La colpa di chi e'? Se c'e' qualcosa che non funziona di qualcuno deve
essere la colpa!
Possiamo dare la colpa ai politici ma tanto la situazione non cambia.
Non cambiera' neanche dopo aver scritto questa lettera ma almeno mi
consolo che mi ha aiutato a sfogarmi e forse qualcuno l'ha pure letta.
Cari lettori una buona ricerca di lavoro a tutti.




permalink | inviato da seehund il 26/3/2008 alle 14:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


9 marzo 2008

V domenica di Quaresima

leggendo il vangelo di oggi: Giovanni 11,1-45
una frase mi ha colpito "39Disse Gesù: "Togliete la pietra!""
è un ordine che dà Gesù: Togliete la pietra che impedisce a Lazzaro,
all'amico, di uscire, di venire bloccati. Togliete la pietra, togliete il
peso che impedisce di impegnarsi, di buttarsi, che ci rende bloccati.
Togliete la pietra anche quando già manda cattivo odore! Molte volte anche a
noi capita di pensare che una situazione sia ormai così resa definitiva per
cui non c'è più neanche da provarci...perché cercare di cambiare i rapporti
con mia mamma?
Chi toglierà la pietra perche noi possiamo ascoltare la voce di Gesù che ci
chiama a venire fuori? Chi la toglierà per noi? E per chi noi toglieremo la
pietra? Perché nessuno di noi può togliere la pietra da solo: c'è bisogno di
qualcuno che da fuori tolga la pietra. Da soli non si riesce, ma è
necessario, per poter ascoltare questa voce: "Venite fuori".
Dunque "Agnese", amica mia, vieni fuori! dalla paura di rispondere al
Signore che ti chiama, vieni fuori! Da una vita orientata soltanto a
guardare il presente, vieni fuori! Dalla chiusura del tuo piccolo mondo,
vieni fuori! Dal - ma io sto bene così, cosa devo cambiare? Perche
cambiare? -Vieni fuori!
Che in questa Pasqua Gesù ci aiuti a rotolare via il masso dall'ingresso del
sepolcro.
Signore, quanti massi nelle nostra vita ma tu ci aiuti a farli rotolare via
tutti!

Ap 3
20Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la
porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.

Il Signore mi ha detto: "Tu mi aprirai la porta del tuo cuore e a tu per tu
noi ceneremo insieme".
Ti ringrazio e ti lodo, mio Dio, per avermi chiamato, Maestro, luce del mio
cuore.

Buona domenica! (in ritardo)




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7 febbraio 2008

l'equilibrista

Venite signore e signori
dallo spettacolo non rimanete fuori,
eccolo lì, arrivato sulla pista
un grosso applauso all'equilibrista,
il pubblico è turbato?
che fa quel "pazzo scatenato"!
piroette sulla fune, voli e salti mortali pure
ma perchè tutte queste paure?...
con il naso rivolto all'insù
gli astanti non si accorgono quello che sta giù,
una rete e un assiduo allenamento
lasciano le acrobazie un facile intrattenimento.




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1 febbraio 2008

luce

 

Immersa nell’oscurità

conosco ogni anfratto,

so i miei tormenti

e cautelamente muovermi.

Temo l’abbagliante luce

che rischiarando acceca.

Temo la rinfrescante aria

che ossigenando

brucia sulle ferite.

Dio, Tu che tutto puoi

liberami dalle mie catene

ed entra come piccola luce

e pian piano rischiara.




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30 gennaio 2008

cella

Spessi muri,
resistenti sbarre
eppure invisibili
ai vostri occhi.
Le strette catene
mi infliggono profonde ferite.
Il respiro affannoso
urlare impossibile.
Negata mi è la vita
e la morte.




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15 gennaio 2008

buon anno

buon anno
in mezzo ai rifiuti
buon anno
in mezzo a proteste
buon anno
all'insegna della laicità.




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27 dicembre 2007

Buone feste

La parola divina,
apparendo all'improvviso,
come un compagno di strada,
per l'anima che cammina solitaria,
le porta una gioia inattesa che supera ogni speranza.
                                                            Filone di Alessandria

domani cioè oggi parto per Roma
ci vediamo l'anno prossimo
torno al 2




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15 dicembre 2007

lampada

Diventa una lampada per coloro che camminano nell'oscurità,
un motivo di gioia per quanti sono addolorati,
una distesa d'acqua per gli assetati,
un porto sicuro per gli afflitti,
una casa per lo straniero,
un balsamo per chi soffre,
una torre salda per chi è in fuga.

                                         BAHA' ALLAH (1817-92)




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6 dicembre 2007

masochista?

Domani parto mi faccio una breve vacanza a Monaco torno il 10 è solo un week end prolungato.
Sono contentissima è questa cosa che mi preoccupa è un periodo nella quale sono ipersensibile.
Non riesco più a gestire un'emozione che una, sono come un fiume che ha rotto tutti gli argini.
Volevo avvisare che se piango è per la felicità.
Un viaggio così, tornare "a casa a Monaco" vedere le persone che mi hanno accompagnato per 6 mesi rischio un attacco di gioia-nostalgia non da poco.
Poi il sapere che "respirerò aria buona" solo per tre giorni poi si ritorna in Italia.
Mettere a dura prova i miei già ben poco saldi nervi non saremo un pò masochisti?
Raga o la va o la spacca e poi comunque l'Italia mi è amica :-)
e perchè non dovrei tornare?




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26 novembre 2007

alta marea

Mi piacerebbe essere una barca
per issare a mio bordo
tutti i naufraghi
ma per ora sono solo
un pezzo di legno
che viene travolto dalle onde.




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26 novembre 2007

che succede?

è successo una cosa meravigliosa,
mi sono accorta che gioisco del sole
anche senza dover passare
un giorno sotto la pioggia!




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26 novembre 2007

mondo

ma perchè il mondo sembra proprio andare alla deriva?




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